Ph. Nicola Allegri  (3)

 “SEDOTTA DA MONTEVERDI, M’ANNODO A POPPEA”: CARMELA REMIGIO TORNA ALLA SCALA PER L’INCORONAZIONE DI POPPEA DI MONTEVERDI 

Dal 22 settembre al Teatro alla Scala, con la regia di Robert Wilson; sul podio Rinaldo Alessandrini

Dopo il recente successo al Festival di Salisburgo, che ha segnato la sua 400esima interpretazione del Don Giovanni di Mozart, Carmela Remigio torna al Teatro alla Scala di Milano come protagonista de L’incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi. Lo spettacolo – con la regia di Robert Wilson e la direzione musicale di Rinaldo Alessandrini – è in scena al Piermarini dal 22 settembre al 1° ottobre. Recentemente insignita del Premio Abbiati 2016 come miglior cantante, Carmela Remigio incarna la seconda moglie di Nerone nel capolavoro di Monteverdi, dopo aver già affrontato titoli del repertorio barocco come Giulio Cesare (Cleopatra) e Serse di Händel. 

“Ho studiato questo ruolo per la prima volta in gioventù – dice il soprano pescare – e ne sono stata subito conquistata. Tenace, gelida, la futura imperatrice tesse trame oscure, ordina la morte di Seneca: è disposta a tutto pur di afferrare la corona. È stupefacente pensare a come, quando il melodramma era appena ai suoi albori, Monteverdi abbia espresso in musica una storia così torbida, complessa, tutta giocata sull’ossessione per il potere, sul fascino e sull’ardente sensualità di questa donna. Ed è proprio il potere seduttivo di Poppea ad avvicinarla ad altri personaggi che ho molto amato, come Cleopatra in Giulio Cesare e Vitellia ne La clemenza di Tito“.

“Il libretto stesso – prosegue il soprano – è splendido, anche semplicemente da recitare. Basta pensare al finale, forse il duetto d’amore più bello che sia mai stato scritto: Pur ti miro, pur ti godo. Per questo L’incoronazione di Poppea è un’opera nella quale più che in altre è fondamentale la cura degli accenti, la ricerca costante, in ogni singola parola, degli ‘affetti’ musicali, dell’espressività e delle emozioni che sono alla base del melodramma.”

Impegnata nel doppio ruolo dell’imperatrice Poppea e della Fortuna del celebre prologo, Carmela Remigio è affiancata da Monica Bacelli (La Virtù/Ottavia), Sara Mingardo (Ottone) e Leonardo Cortellazzi (Nerone).

Riconosciuta interprete mozartiana, dopo l’impegno alla Scala Carmela Remigio sarà Fiordiligi in Così fan tutte all’Ópera de Oviedo dal 13 al 19 novembre. I successivi appuntamenti la vedranno sul palco dell’Opera di Firenze nel Faust di Gounod (Marguerite) dal 20 gennaio, del Teatro Massimo di Palermo in Norma (Adalgisa) dal 16 febbraio, del Teatro dell’Opera di Roma in Maria Stuarda (Elisabetta) dal 22 marzo, del Teatro della Pergola di Firenze in Idomeneo (Elettra) dal 25 aprile e del Gran Teatre del Liceu di Barcellona in Don Giovanni (Donna Anna) dal 19 giugno.

Recentemente insignita del prestigioso “Premio Abbiati”, Carmela Remigio intraprende lo studio del canto con Aldo Protti, perfezionandosi poi con Leone Magiera. Dopo aver vinto nel 1992 il “Luciano Pavarotti International Voice Competition”, debutta – appena diciannovenne – nel ruolo della protagonista dell’opera Alice di Giampaolo Testoni al Teatro Massimo di Palermo. Dopo le prime scritture in ruoli del repertorio barocco si dedica alle opere di Mozart, cantandone tutti i maggiori ruoli da protagonista:Susanna e la Contessa ne Le nozze di Figaro, Vitellia ne La clemenza di Tito, Fiordiligi in Così fan tutte, Pamina in Die Zauberflöte, Elettra e Ilia in Idomeneo. Ha interpretato oltre trecentocinquanta recite del Don Giovanni, sia nei panni di Donna Elvira sia in quelli di Donna Anna, ruolo che le ha dato l’opportunità di collaborare con Peter Brook e con Claudio Abbado. Da allora ha lavorato con direttori come Antonio Pappano, Myung-Whun Chung, Jeffrey Tate, Daniel Harding, Gustavo Dudamel, Riccardo Chailly, Gianandrea Noseda, John Axelrod, Roberto Abbado, Lorin Maazel, Michel Plasson, Eliahu Inbal, Kent Nagano, e con registi quali David McVicar, Graham Vick, Pier Luigi Pizzi, Federico Tiezzi, Karole Armitage, Mario Martone, Luca Ronconi, Damiano Michieletto. Tra gli altri ruoli ha interpretato Alice nel Falstaff, Desdemona in Otello, la Messa da Requiem, Amelia in Simon Boccanegra, Violetta neLa traviata; Mimì ne La Bohème, Liù in Turandot, tutti e tre i ruoli da protagonista del “Ciclo delle tre regine Tudor” (Maria Stuarda,Roberto Devereux e Anna Bolena), Norma e Adalgisa (Norma), Micaela (Carmen), Cleopatra (Giulio Cesare), Marguerite (Faust), Malwina (Der Vampyr), Alceste, Euridice (Orfeo ed Euridice), Tatiana in Evgenij Onegin, Anne Trulove in The Rake’s Progress di Stravinskij, Miranda ne La donna serpente. Si esibisce sia nel repertorio operistico sia in quello da camera – sacro e profano – nei principali teatri, festival musicali e sale da concerto in Italia e all’estero: la Carnegie Hall di New York, il Teatro alla Scala di Milano, il Festival di Salisburgo, la Royal Opera House di Londra, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Teatro Carlo Felice di Genova, il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro La Fenice di Venezia, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Verdi di Trieste, lo Sferisterio Opera Festival di Macerata, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Teatro dell’Opera di Roma, il Festival di Aix-en-Provence, La Monnaie di Bruxelles, nonché a Losanna, Tokyo, Trieste, Lugano, Firenze, Los Angeles, Miami, Parigi. Tra le sue incisioni discografiche sono di particolare rilievo le due edizioni di Don Giovanni, una diretta da Claudio Abbado (Deutsche Grammophon) e l’altra da Daniel Harding (Virgin), lo Stabat Mater di Rossini con la direzione di Gianluigi Gelmetti (Agorà), Arie Sacre Verdiane con la direzione di Myung-Whun Chung (Deutsche Grammophon), un doppio CD dal titoloArias (Universal-Decca) dedicato a Tosti e a Rossini.