libro cover gesualdo

Carlo Gesualdo da Venosa. Per una biografia

Annibale Cogliano

Ed. Giuseppe Barile, Irsina (MT), 2016

460 pp., illustrazioni, CD audio allegato

prezzo di copertina: € 60,00

Schermata 2016-11-02 alle 16.07.41

Non “una biografia” ma “per una biografia” di Gesualdo. Così recita, con singolare modestia, il sottotitolo di un libro che può sgomentare al primo approccio per le sue 460 pagine lussuosamente composte in tipografia ad imitazione di un leggendario incunabolo come l’Hypnoerotomachia Poliphili (1499). Se ne auspica magari una più sobria riedizione economica tale da favorirne la diffusione anche nelle sedi didattiche; quelle che maggiormente ne trarrebbero profitto.

Al suo illustre concittadino, principe della musica e vittima del gossip pseudostorico più scalcinato, Annibale Cogliano aveva già dedicato due volumi: Carlo Gesualdo: Il Principe, l’amante, la strega (2004), e Carlo Gesualdo fra storia e mito (2006). Il presente saggio corona la trilogia esponendo in modo più sistematico i frutti delle ricerche archivistiche di tutta una vita, scientificamente messi in serie sullo sfondo di un’approfondita conoscenza delle istituzioni giuridiche, socio-economiche, ecclesiastiche ed artistiche del tempo. Storicizzare la leggenda nera del Genio Assassino per rivelarne un profilo umano autentico benché non sempre esaltante significava sgonfiarne i risvolti sensazionalistici che, a partire dalla riscoperta da parte di Stravinskij oltre mezzo secolo fa, hanno prodotto un’enorme quantità di lavori letterari, teatrali, cinematografici e musicali; in particolare operistici. Ce ne dispiace per tanti moderni creativi che comunque — possiamo scommetterci — sono più interessati ai pretesti che non ai contesti, e dunque faranno bene ad ignorare quanto sopra. A ognuno il suo mestiere.

Cogliano, che non è musicologo di professione, non si sottrae alla valutazione delle opere musicali di Gesualdo, ma non lo fa da dilettante plagiario (come troppo spesso accade), bensì appoggiandosi alle analisi degli studiosi più accreditati in questo campo e citandoli secondo le best practices etiche e accademiche. Fra questi Glenn Watkins, che nella prefazione invita il lettore a saldare la frattura fra una conoscenza musicale ormai matura “grazie soprattutto a interpretazioni sempre più storiche, affidate a complessi di specialisti fra cui molti italiani” e il persistere di un quadro biografico frammentario quando non falsificato per imperizia, ignoranza, pigrizia o interessata speculazione.

Un esempio di revisionismo “buono” da contrapporre al delirio complottistico di sedicenti specialisti, come gli autori di un recente libraccio su Mozart del quale per decenza ci asterremo dal citare il titolo.

Carlo Vitali