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| CD SONY CLASSICAL, MENDELSSOHN, CAJKOVSKIJ, RAY CHEN |
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P. I. ČAJKOVSKIJ, F. MENDELSSOHN Violin concertos Swedish Radio Symphony Orchestra Ray Chen, violino Daniel Harding, direttore Sony Classical 88697984102
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Orchestra svedese, direttore inglese, violinista taiwanese. Come patchwork non c’è male. Segno eloquente dell’internalizzazione tipica della vita musicale odierna, il cui risvolto è un appiattimento sempre più pronunciato dell’identità delle varie orchestre e dei solisti. Ray Chen è il nuovo asso violinistico del firmamento Sony e viene lanciato con un’operazione che sembra ricalcare, per certi versi (anche se in modo meno pronunciato), quella adottata per il fenomeno Lang Lang. Molte, infatti, sembrano essere la caratteristiche comuni: grande appeal mediatico, simpatia umana, tecnica strumentale inattaccabile e un entusiasmo che sprizza da tutti i pori. Insomma, Ray Chen, così come Lang Lang, pare il ritratto della salute, in controtendenza rispetto al vissuto “penitenziale” che spesso si associa alla classica. Anche sul piano squisitamente interpretativo, tra i due artisti orientali sembrano esserci notevoli somiglianze. Non sono certamente dei musicisti di serie B ma nemmeno, per il momento, degli interpreti particolarmente interessanti. Valga come cartina di tornasole il Concerto di Čajkovskij, molto ben suonato ma senza quell’intensità al calor bianco che si riscontra in altre incisioni di riferimento. Molto meglio, da questo punto di vista, il Concerto di Mendelssohn: il suo perimetro più “classico” si addice sicuramente meglio, a mio avviso, al violinismo fresco e guizzante di Chen. Violinismo che rifulge soprattutto nel brillante finale, in cui si apprezzano la vèrve ritmica e gli impeccabili portamenti di Chen. Un disco molto godibile, che certamente non deluderà chi non ha ancora in discoteca questi due grandi classici. Poi magari l’accoppiata Heifetz-Reiner, tanto per fare il primo nome che viene in mente, la lasciamo sul piedistallo dove sta da qualche decennio.
Fabrizio Carpine
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