CONCERTO CHIESA DI S. ANTONIO ABATE

MILANO 12 MAGGIO 2016

Rassegna “Concerti per Maria Vergine”

Oratorio “la sete di Christo” di Bernardo Pasquini

Concerto Romano

Alessandro Quarta, direttore

Francesca Aspromonte, soprano

Francisco Fernández-Rueda, tenore

Luca Cervoni, tenore

Christian Immler, basso-baritono

 

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Dopo i fasti degli anni ottanta, che avevano visto transitare a Milano i migliori ensemble di musica antica internazionali e al contempo la formazione di nuovi gruppi italiani come Giardino Armonio ed Europa Galante, il capoluogo lombardo sembra essersi riappropriato di quella bella tradizione. Dopo la scomparsa di Musica e Poesia a San Maurizio, che per 30 anni circa aveva soddisfatto gli appetiti degli appassionati, forte era il timore che la musica antica potesse spegnersi a Milano. Così per fortuna non è stato. Milano Arte Musica ne è la prima, straordinaria prova. Ma non solo. Società del Quartetto, che di Musica e Poesia a San Maurizio è stata l’infaticabile promotrice (portando a compimento anche la titanica impresa di far eseguire a Milano tutte le cantate di J.S. Bach), non ha mai smesso di pensare agli appassionati. Così, nelle sue stagioni non mancano mai appuntamenti di assoluto rilievo.

Ora, una nuova rassegna curata dal Quartetto: una mini stagione di musica antica con protagonista un luogo magico di Milano, tutto da riscoprire: la Chiesta di Sant’Antonio Abate. Dopo un periodo di chiusura per restauro, la Chiesa è tornata al suo antico splendore e si fa luogo ideale per la programmazione di musica antica. Il concerto di Giovedì 12 maggio, sarà ricordato come uno degli appuntamenti più importanti sicuramente di questo 2016 musicale. Per la prima volta a Milano è stato infatti eseguito l’Oratorio “la sete di Christo” di Bernardo Pasquini, con l’esemble di strumenti originali Concerto Romano, diretto magistralmente da Alessandro Quarta.

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Tralasciando in questa sede gli approfondimenti sulla straordinaria figura di Bernardo Pasquini (ancora troppo poco nota ai cultori della materia), sottolineiamo qui che coloro che hanno avuto la fortuna e il piacere di assistere al concerto (come chi scrive), ne sono usciti arricchiti nello spirito e nell’anima. La musica di Pasquini è meravigliosa e questo oratorio sembra essere stato pensato per i tempi moderni: pochi i recitati e tutti dalla forte impronta drammatica. Tanti brani d’assieme. Una durata ragionevole che ha permesso dunque una esecuzione integrale senza affaticare esecutori ed ascoltatori.

Superbe le voci: su tutte quelle della giovane Francesca Aspromonte (classe 1991), incantevole soprano nel ruolo della Vergine, che ha saputo incantare il pubblico assiepato in Sant’Antonio con una voce limpida, perfettamente intonata e con una inflessione drammatica davvero conivolgente. Ed è proprio quest’ultimo aspetto, a mio avviso, ad essere stato determinante. Raramente ho assistito a una tale intensità drammatica durante un Oratorio musicale; i gesti di Alessandro Quarta, le entrate ed uscite dei solisti sul palco, la comunanza di intenti fra gli strumentisti. Un teatro sacro fatto di poesia e drammaticità.

Grazie Società del Quartetto!

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Gabriele Formenti